Ognuno di noi possiede una particolare vocazione nel narrare il proprio micromondo. Lo facciamo in ogni momento, nei gesti quotidiani, spesso senza neanche rendercene conto e attraverso quegli strumenti che troviamo naturalmente più congeniali allo scopo. Nel mio caso, per esempio, le parole, i costrutti e le storie che derivano dal loro assemblaggio rappresentano una vera e propria necessità da perseguire. Grazie a questo espediente riesco a tradurre la realtà che mi circonda, decodificandola per me, e per chi mi sta attorno.

Allo stesso modo, nutro da sempre un certo interesse per chi riesce nello stesso intento attraverso la fotografia, e in particolare verso quelli che utilizzano questo strumento per raccontare le proprie storie, e la propria visione dell’esistente.

Durante le continue ricerche utili al progetto Gotico Abruzzese sono rimasto impressionato dal lavoro di numerosi fotografi locali che, a differenza di altri, riuscivano nell’intento di raccontare la propria personalissima weltanschauung con un taglio del tutto originale e autentico.

È il caso, per esempio, di Giancarlo Malandra, intervistato tempo fa per questo stesso blog, e di altri eccellenti osservatori che, anche senza trattare strettamente il tema delle tradizioni popolari tanto care a questo blog, offrono a mio avviso un delizioso spaccato della terra che tanto amo narrare.

Tra loro figura certamente Sabrina Caramanico. Vuoi per via della sua poetica, perfettamente in linea con il mood di Gotico Abruzzese, vuoi perché i suoi scatti rappresentano in qualche modo un’estetica per certi versi nota agli indigeni di questa regione, ma da una prospettiva diametralmente opposta a quella a cui solitamente siamo abituati.

caramanico fotografa

Dreams and Nightmares

Atmosfere che sembrano letteralmente comparire da “un mondo di sotto”, dove la realtà ci appare, si, familiare, ma allo stesso tempo del tutto estranea. Con i suoi paesaggi, e i suoi ritratti, Sabrina proietta lo spettatore in una dimensione speculare, costringendolo ad affinare il proprio sguardo su ciò che solitamente si cela dietro un velo d’apparenza.

Onirici, a tratti mistici e feroci ma al contempo dotati di incredibili fragilità e dolcezze: gli scatti di Sabrina Caramanico sono un affascinante viaggio nell’io, e per questo ho deciso di intervistarla.

Pollinaria Sabrina Caramanico

In Between


. Ciao Sabrina. Innanzitutto grazie per la tua disponibilità. Vuoi iniziare raccontando dove vivi e da quanto tempo e come hai cominciato a fotografare?
Ciao, vivo a Guardiagrele, un paese ai piedi della Majella. Non saprei dirti di preciso come ho cominciato a fotografare, da piccola me ne sono innamorata quando ho ricevuto un’automatica a rullino, me ne andavo in giro a fotografare animali e altre cose, da quel momento non ho più smesso.

. In alcuni dei tuoi lavori, come “Dreams and Nightmares”, proponi scatti dal taglio vagamente antico, in cui vediamo polvere e difetti di pellicola. Posso chiederti se sono scatti “anticati” in post-produzione o effettivamente realizzati in analogico? Con quali macchine lavori di solito?
Alcuni scatti sono realizzati in analogico ed altri sono post-prodotti. Per l’analogico lavoro con una Rolleiflex, Holga e una Nikon f301, per il digitale una Nikon d750.

fotografi abruzzesi

Dreams and Nightmares

. La natura è un tema ricorrente nel tuo lavoro, ma non ha nulla dei tratti staticamente inoffensivi che, da abruzzesi di nuova generazione, siamo abituati a conoscere. Sembra piuttosto essere parte di un immaginario più profondo e meno banale, tipico di chi conserva con la natura un rapporto a metà strada tra fascinazione e timore. Qual è il tuo rapporto con la natura che ritrai? Quanto credi abbia influito la tua provenienza e il contesto in cui sei cresciuta con questo tipo di visione?
Ho un rapporto conturbante e indispensabile con la natura, merito del fatto che vivo a due passi dalla montagna e dai boschi ed è un contesto che sicuramente ha aiutato il mio tipo di visione.

. Da qualche tempo sembri essere tornata ad utilizzare il colore (seppur in tinte piatte) dopo una parentesi di esclusivo bianco e nero. Posso chiederti come mai?
Fotografo prevalentemente in bianco e nero, soprattutto quando scatto in analogico però amo molto anche il colore. Mi lascio guidare dall’istinto e da ciò che devo fotografare.

Sabrina Caramanico

Portrait

. Parliamo dei tuoi ritratti, grazie ai quali nel 2013 hai guadagnato il premio Nikon Talents. Sul tuo sito personale si legge che sei “Da sempre affascinata dal diverso e da tutto ciò che è fuori dall’ordinario”. Cosa cerchi in un soggetto quando stai per fotografarlo?
Mi interessa andare oltre l’apparenza. Sono affascinata dalla particolarità delle persone, sono i piccoli dettagli che attraggono la mia curiosità.

fotografi abruzzesi

Portrait

. Quali sono i luoghi di questa Regione a te assolutamente più cari?
Sono legata ai luoghi dove vivo e sono cresciuta, ma vorrei scoprire e fotografare molti altri luoghi dell’Abruzzo.

. Il tuo nuovo progetto, Circus, racconta le atmosfere circensi in un mood che sembra uscire direttamente dalla poetica vittoriana. Vuoi raccontarci com’è nato questo progetto, e da quanto tempo ci lavori?
Sono sempre stata affascinata dal circo sin da piccola, un mondo parallelo dove accadono cose strabilianti e misteriose. Il progetto è nato due anni fa quando ho incontrato il primo circo e da allora documento tutto ciò che c’è dietro “la grande creatura” .

Circus

. Ultimamente stai lavorando ad un nuovo progetto, Continuum, in collaborazione con l’azienda agricola “Pollinaria” di Civitella Casanova (PE): vuoi parlarcene?
Una bambina, Elettra, ci accompagna attraverso un viaggio nel tempo alla scoperta delle origini ancestrali della sua famiglia, rivelando frammenti di vita dei suoi antenati e paesaggi segreti, nascosti che compongono il tessuto naturale di Pollinaria e quello dell’antico borgo rurale di Loreto Aprutino.

Continuum | Sabrina Caramanico per Pollinaria

. Cosa pensi sia importante trasmettere, a livello culturale, paesaggistico o sociale, di ciò che ci rappresenta come abruzzesi?
Cercare di mantenere vivo il folklore e la tradizione abruzzese e avere cura e rispetto delle nostre terre, per me è molto importante.

. Ultima domanda: dove finisce la fotografa e inizia Sabrina Caramanico?
Penso di essere sempre la stessa persona. La fotografia è parte di me.


Segui Sabrina su www.sabrinacaramanico.com

Antonio Secondo

Vivo a Sulmona (AQ), dove sono nato e dove da qualche anno ho deciso di tornare a vivere. Mi occupo di web content e redazione di articoli, saggi e sceneggiature. Dall'autunno del 2013 sono inoltre editor di Gotico Abruzzese, un progetto nato con l'intento di raccontare un Abruzzo onirico e fuori dall'ordinario.