Chirurgico, ossessivo, strabiliante e con una vera ossessione per i dettagli; sono molti gli aggettivi con cui viene descritta l’arte di Davide Mancini aka Dartworks, illustratore abruzzese molto conosciuto ed apprezzato soprattutto in America, Germania e, più di tutti, Brasile. C’è un sottile filo rosso che lega l’operato di quest’ottimo disegnatore con quello di Gotico Abruzzese, anch’esso (vai a capire perché poi) apprezzato, fuori dal contesto locale, soprattutto in America latina.

Sarà per via di un’attrazione condivisa per tutto ciò che è macabro o grottesco, per quella strana mania per i teschi che ci accomuna fatto sta che non abbiamo resistito a scambiare quattro chiacchiere con questo beniamino dei rockers brutti e cattivi al quale, a nostro avviso, sarà sicuramente riservato in futuro un posto tra i più autorevoli banchi dell’illustrazione di settore internazionale.

lavoro illustratori

Ciao Davide, iniziamo parlando di te: com’è nata la tua passione per l’illustrazione? Quando hai iniziato?
Come tanti bambini cresciuti sul finire degli anni 80 e inizi 90, ero rapito da quasi tutta l’animazione del periodo, che affiancavo a fumetti come i classici Disney, Bianconi, Bonelli, manga giapponesi e vari libri illustrati che divoravo per buona parte delle mie giornate. Ero ipnotizzato dalle figure più forti, complesse e curiose che provavo inizialmente a copiare, in seguito personalizzare e creare delle storielle intorno. Diciamo quindi che fumetti, animazione e cinema sono stati un terreno fertile per far germogliare la mia passione per il disegno, la forza trainante per poggiare la matita sul foglio che ormai è diventato un bisogno viscerale quotidiano.

Lavori generalmente con le kine, prediligi questo stile per un motivo preciso?
Essendo un amante del tratto netto e deciso, del dotwork e delle grandi campiture nere, la kina è sicuramente lo strumento che mi permette di soddisfare maggiormente le mie preferenze, specialmente quando lavoro con le tinte piatte. Non nego però che vorrei approfondire in parallelo varie tecniche pittoriche.

tatuatori italiani

Hai lavorato con molte band e collaborato in diversi progetti quali fanzine, locandine musicali e storie a fumetto: quali sono i lavori che più ti hanno dato soddisfazione?
Premetto che è difficile fare preferenze, perché un po’ tutti i progetti mi hanno lasciato qualcosa contribuendo alla mia crescita. L’anno scorso, ad esempio, ho avuto l’opportunità di partecipare ad un volume a fumetti dove ogni disegnatore dava vita alla propria visione personale sulla preistoria tramite brevi storie. E’ stato sicuramente un esperienza molto stimolante, dal momento in cui oltre al disegno ho dovuto curare anche la stesura della storia, ma anche per il fatto di trovarmi affiancato ad alcuni fumettisti italiani esordienti che apprezzo molto ed infine per la presentazione del volume al Comicon di Napoli 2014, dove ho avuto l’occasione di conoscere e scambiare pareri e opinioni in tempo reale con le persone che si avvicinavano allo stand per curiosare e magari compravano il libro. Sentendomi molto vicino al tipo di immaginario che hanno generi musicali come metal, hardcore e punk nel senso ampio del termine, lavorare in quel settore mi ha regalato e mi regala molte soddisfazioni, specialmente se ho a che fare con concept albums, tematiche per me interessanti, o magari con una band che seguo e che mi piace particolarmente, come ad esempio i Belzebong, per i quali ho realizzato un poster qualche mese fa. Questo però non significa che voglio trincerarmi in questo settore e anzi, mi piacerebbe progredire, apprendere e provare a muovere i primi passi nel mondo del tatuaggio, una delle sfaccettature dell’arte che mi ha sempre affascinato e che è sicuramente a stretto contatto con la musica.

Frank Design

Il tuo lavoro è molto apprezzato anche fuori dalla nostra penisola, in quali paesi riesci a lavorare meglio?
Oltre il suolo italiano, riesco a lavorare anche all’estero. Ho disegnato per diverse bands in Germania, Inghilterra, Francia e Usa, ma devo dire che da due anni a questa parte lavoro parecchio bene con clothing e skateboard companies brasiliane, che tranne delle precise direttive mi lasciano parecchia carta bianca sui soggetti e le tematiche.

Quali sono gli illustratori che hanno rappresentato per te una fonte d’ispirazione?
Come detto prima, sin da piccolo sono sempre stato un attento osservatore e amante delle immagini forti e dettagliate. Ero ossessionato in particolar modo dai teschi, che notavo su tantissima roba di bands come Metallica e Misfits, rimanendone colpito ancor prima di conoscere la loro musica. Questo mi ha avvicinato all’illustratore americano Pushead che ha giocato un ruolo fondamentale sul mio immaginario, espanso successivamente da illustratori, fumettisti e incisori come Derek Riggs, Frank Frazetta, Arik Rooper, Dan Seagrave,Kristian Wåhlin, Thomas Ott, Florian Bertmer, Charles Burns, Kentaro Miura, Robert Crumb, Andrea Pazienza, Alberto Breccia, Prof. Bad Trip, Escher, Gustave Dorè, Albert Durer e sicuramente molti altri. In linea di massima tutta gente che con il bianco e nero e non da vita a immagini visionarie e piene di particolari in cui perdersi.

illustratori italiani

Vivi e lavori in una piccola realtà di provincia, quanto influisce questa scelta sul tuo lavoro?
Lavorando via web il mio lavoro ne risente in parte. Non essendoci molti stimoli, input ed eventi, per avere confronto e ispirazione cerco di spostarmi/viaggiare, documentarmi e leggere il più possibile. Il fatto di visitare un posto, magari anche vicino, che non si conosceva prima, di per se può essere una cosa semplice ma per me costituisce un grande arricchimento personale che molte volte mi aiuta con il mio lavoro.

dartworks

Le tshirt illustrate da Davide Mancini sono disponibili sul profilo Behance di Dartworks | Clicca sull’immagine.

C’è un luogo in terra d’Abruzzo che più di altri riesce a suscitarti particolari emozioni, visioni o ispirazione?
In Abruzzo siamo pieni di posti fantastici ed è difficile sceglierne uno in particolare, ma uno dei miei preferiti rimane il bosco di S. Antonio: un posto dove ci si ritrova completamente immersi nella tranquillità della natura incontaminata, composta in parte da faggi secolari, con radici simili a tentacoli dalle forme strane, che sembrano vegliare come anziani giganti su una distesa pervasa da un alone magico e misterioso, alla quale mi piace pensare come la casa di strane creature folcloristiche.

Saluta i lettori di Gotico Abruzzese con uno schizzo e una dedica.
Le dediche non sono il mio forte, ma un teschio roccioso mi sembra sia il miglior modo di chiudere, mettendo d’accordo tutti gli avventurieri dell’abruzzo misterioso, che saluto e ringrazio per lo spazio concessomi!

davide mancini


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Antonio Secondo

Vivo a Sulmona (AQ), dove sono nato e dove da qualche anno ho deciso di tornare a vivere. Mi occupo di web content e redazione di articoli, saggi e sceneggiature. Dall'autunno del 2013 sono inoltre editor di Gotico Abruzzese, un progetto nato con l'intento di raccontare un Abruzzo onirico e fuori dall'ordinario.