IL TEMPO QUI NON VALE NIENTE: LE PAGLIARE DI TIONE

La strada che dalla Valle Subequana si snoda fino a L’Aquila seguendo il corso del fiume Aterno è desolata e selvaggia. Un non luogo affascinante costituito da scorci che si lasciano contemplare a lungo.

L’immaginario mistico e sciamanico che la caratterizza è il medesimo che negli anni ha reso celebri non luoghi similari come il deserto del Nevada, grazie a Blockbuster intramontabili come “Paura e Delirio a Las Vegas” o “Natural Born Killers“, o il deserto del Sahara, dove i beduini impegnati nella sua traversata giuravano di sentire l’Al Azif, ossia la voce degli spiriti del deserto, costituita da un particolare suono emesso dal frinire notturno di alcuni insetti locali.

 

A noi abruzzesi il deserto non è stato concesso. Quello stesso misticismo lo ritroviamo tra le brughiere inospitali del valico di Forca Caruso, di quello della Forchetta, e in altopiani come quello di Baullo o Campo Imperatore, dove l’iperconessione con l’Io è sempre scandita dall’onirica presenza di una natura incantevole e feroce.

Quella della S.S. 261 è una carreggiata stretta che si infila sovente in paesi dai nomi annosi, come Secinaro, Fontecchio, Succiano, Ocre. Piccoli agglomerati di case circondati da pascoli e praterie che per secoli rappresentarono la quotidianità delle popolazioni indigene.

All’altezza di Goriano Valli, piccola frazione di Tione degli Abruzzi, è possibile imboccare uno svincolo dal quale, attraverso una stradina leggermente scoscesa, salire a oltre 1.000 mt di quota fino alle Pagliare di Tione, villaggio agro-pastorale la cui presenza è attestata sin dal 1400.

tione degli abruzziLa stretta conformazione del villaggio, con all’interno una piccola chiesa montana dedicata alla Madonna di Loreto e un pozzo ricavato da un inghiottitoio naturale, racconta la comunitaria dedizione al lavoro di chi, a fasi alterne, dimorò in questo luogo.

Cosa vedere in AbruzzoL’abitato fu in passato ad uso dei cittadini dei piccoli comuni del circondario, che a partire dalla primavera fino ad autunno inoltrato, vi si trasferivano per avere a disposizione maggiori appezzamenti terrieri in cui coltivare e pascolare gli animali. Le piccole casupole che costituiscono l’essenza del borgo, realizzate in pietra locale, furono gravemente danneggiate durante il sisma aquilano del 2009. Acquistate e ristrutturate negli ultimi anni da alcuni privati, sono ora utilizzate per le brevi villeggiature estive degli stessi o di ospiti occasionali alla ricerca di un’esperienza di completa immersione nella natura.

Osservandole nel loro insieme si ha l’impressione che siano spuntate dalla terra senza chiedere il permesso a nessuno.

pagliare di tioneMinute, fiabesche, costituite originariamente da due ambienti, uno destinato a fienile ed uso abitativo per gli umani, l’altro a ricovero per le bestie, le abitazioni restano da sempre impassibili al vento, al sole, alle piogge e alle copiose nevicate di queste zone. Ferme nel resiliente scopo a loro attribuito, si affacciano sull’ampia vallata ai piedi della cresta sirentina che, a Sud – Ovest, divide questo territorio dalla vicina vallata marsicana.

Goriano ValliDi villici e cavalieri, di maniscalchi e contadine che nei comuni circostanti abitarono sin dai secoli più remoti non sono rimaste che labili testimonianze.

È così allo stesso modo per la torre cilindrica di Goriano Valli, il castello di Beffi, il monastero di Santo Spirito a Ocre, il castello di Gagliano Aterno, distrutto nel 1462 dalla furia militare di Braccio da Montone.

La valorizzazione di questi luoghi, più che nel turismo, trova forza nell’incontaminata essenza che li contraddistingue.

Quella di strutture e paesaggi capaci di resistere alla modernità e di lasciarci osservare oggi, con lo stesso sguardo antico di chi ci ha preceduto, il sole tramontare oltre la montagna, dorare i pascoli con le mandrie di vacche impegnate a brucare.

Il tempo qui non vale niente“, sentenziò lapidario nella prima metà degli anni ’20 l’etnolinguista Gerhard Rohlfs durante il suo viaggio in Abruzzo, in compagnia del collega Paul Scheuermeiere.

E ad immaginarseli ora, gli uomini, le donne e le bestie delle Pagliare di Tione, mietere il grano da raccogliere nelle aie in comune del villaggio, chiamati a raccolta dai campi alla sera dalla piccola campana della chiesa o raccontarsi l’un l’altro storie fantastiche per impegnare le lunghe notti stellate del borgo, parrebbe proprio così.


Per raggiungere le Pagliare di Tione: [Da L’Aquila o dalla Valle Subequana] – Seguire le indicazioni per Goriano Valli. All’altezza del paese prendere lo svincolo per le Pagliare di Tione e seguire la strada per circa 5 km (percorso con presenza di strada strerrata nell’ultimo tratto).

Per itinerari a piedi o ippovie visita il sito www.parcosirentevelino.it 

Antonio Secondo

About Antonio Secondo

Vivo a Sulmona (AQ), dove sono nato e dove da qualche anno ho deciso di tornare a vivere. Mi occupo di web content e redazione di articoli, saggi e sceneggiature. Dall'autunno del 2013 sono inoltre editor di Gotico Abruzzese, un progetto nato con l'intento di raccontare un Abruzzo onirico e fuori dall'ordinario.

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